venerdì 29 gennaio 2016

Primi passi

Sembrerà impossibile, ma anche da quassù riesco a vederli. 
Se mi mettessi di impegno, riuscirei anche a contarli. Non dico a guardarli in faccia...ma perchè no? Diciamolo pure. Sarà la sensazione di onnipotenza data dall'essere così in alto. Per la precisione, sul terrazzo che si trova sopra il ventesimo piano. Periferia della città...ecco perchè sono così pochi. Qui non ci abita nessuno, si viene solo per riempire il tempo fra una strisciata di cartellino e l'altra. Lo chiamano "lavoro".
Sì, potrei guardarli in faccia uno per uno. Non sono più di una quindicina, evidentemente l'allarme è stato appena dato.
E scommetto che stanno pensando tutti la stessa cosa.
Non lo fare.
Fallo.
E non sanno ancora che esaudirò entrambi i loro desideri contemporaneamente.
Ah, sì, probabilmente ci sarà qualcuno di loro che pensa di potersi immedesimare, magari perchè conosce qualcuno che ha avuto un amico o un conoscente che si è gettato da un palazzo. E quindi si staranno chiedendo se è vero che un attimo prima o un attimo dopo ti scorre tutta la vita davanti, come in un brutto film americano.
Non è vero.
L'unica cosa a cui pensi è come mettere i piedi. I primi due passi, il destro e il sinistro. 
Il tempo che hai per pensarci dipende da quanto ci mettono ad arrivare coi mezzi di soccorso e, eventualmente, dal fatto che ci sia qualche coraggioso che prova a intervenire prima.
Finora nessuno. Anche se comincio a sentire le sirene esattamente dalla direzione da cui dovrebbero arrivare.
Ok.
Prima il destro.
Poi il sinistro.
Poi...