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sabato 29 luglio 2017

Davanti al mare



Così, questo è il mare.
Strano, aver vissuto vent'anni senza averlo mai visto.
E adesso che ce l'ho davanti...posso dire che è una delusione?
Forse no. La delusione c'è quando qualcosa si rivela inferiore a ciò che ti aspettavi, ed io in realtà non mi aspettavo proprio niente.
Ci ho pensato, questo sì: quasi ogni ora degli ultimi giorni, che forse compensa in qualche modo tutto il tempo trascorso senza nemmeno sentirne mai parlare.
Sarà che, a parte un po' di spuma bianca, ha esattamente lo stesso colore del cielo.
Sarà il rumore, per nulla rassicurante.
Sarà che per apprezzarlo forse bisogna vederlo di giorno, non certo in una notte piena di vento e priva di luce come questa. 
Domani lo vedremo meglio, quando ci saremo in mezzo, dicono alcuni che lo conoscono meglio di me. E che forse sapranno spiegarmi in cosa consiste esattamente questa bellezza, che la maggior parte di noi non riesce a cogliere; non riesce ad immaginare che sia qualcosa di più di un tramite fra le nostre case e le case che stanno al di là del mare, in quell'Italia, in quell'Europa che forse alcuni di noi non raggiungeranno mai.

Coste della Libia, 2017.

venerdì 26 agosto 2016

Pezzettini


- Ma quindi è così che si vede dopo che sei morto?
- Cioè?
- Sfocato... 
- Normalmente, no. La percezione è esattamente la stessa che avevi da vivo.
- Non capisco. Io vedo tutto nebuloso...O meglio, non tutto. Solo le persone. Non sempre, ma quasi.
- Aspetta. Dove ti trovi adesso?
- A Samarcanda.
- Ben strano. Ti è successo solo lì?
- No, anche a Taxila. O a Teotihuacan.  
- Wow, destinazioni insolite e meravigliose...
- Eh, già. Da vivo ho sempre adorato viaggiare e, una volta saputo che da morto avrei potuto andare in qualsiasi posto in pochi secondi, ho deciso di approfittarne più che potevo...
- E hai fatto benissimo. Ora prova a cambiare destinazione: tipo Parigi, o meglio ancora Roma o Milano.
- Bene.

- Come va?
- E' strano. Adesso sono a Roma, ad esempio. 
- E vedi differenze?
- Sì. Intanto qui ci sono molte più persone...ma è ovvio, penso. Il fatto è che alcune le vedo benissimo, altre molto più sfumate.
- Ah, certo. Ora è tutto chiaro.
- Quindi?
- Pensaci bene. Secondo te quante persone visitano Roma ogni giorno, ogni anno?
- D'accordo, infatti ce ne sono tantissime. Ma perchè alcune più chiare ed altre meno?
- Vuoi fare un ulteriore prova? Spostati a Venezia.

- Eccomi. Qui devo dire che riesco a percepirle quasi tutte.
- Hai visto?
- Ma come si spiega?
- Semplice. Sai quando si dice, dopo un viaggio, "ho lasciato laggiù un pezzettino di me"? Non è affatto una metafora. Lo spirito delle persone continua ad affollare le città, i luoghi dove sono state anche dopo che sono andate via. E i morti riescono a vederle più o meno bene, a seconda di quanto le persone stesse vi hanno lasciato. Probabilmente, altre persone prima di te ti hanno visto in decine, centinaia di luoghi diversi, ed in ciascuno di questi hanno percepito una tua ombra più o meno estesa.
- Ah, certo. Ci sono tantissimi posti in cui ho lasciato una parte di me...quelli che ora ho tutto il tempo che voglio per visitare. Ora capisco anche quella sensazione che provavo mentre li percorrevo...
- Quale?
- Quella di passare totalmente inosservato. Di essere, come persona, un piccolo zero di fronte a ciò che vedevo.
- Forse ci si dovrebbe sentire sempre così. Buoni viaggi!   

lunedì 8 settembre 2014

un matrimonio



"Ascoltami, Elena.
Alla cerimonia non potevo non esserci, ma non avrei mai dovuto accettare anche l'invito per il pranzo. Seduto al vostro tavolo, poi.
No, grazie. Certo che il vino è ottimo, migliore di quello che bevo di solito. E' che...ti sembrerà strano, ma non sono abituato a bere vino.
No, dai. Vai anche tu con lo sposo a fare il giro dei tavoli. E' la tua festa e mica la devi passare con me. Non ho nessun problema a parlare con i tuoi genitori, zii e cugini, cosa credi?
No, non ti accompagno in giardino. La mia assenza passerebbe inosservata, ma la tua?  E dai qualche bacio allo sposo ogni tanto...
No, anche se non me l'hai ancora chiesto te lo dico in anticipo: decisamente non mi piace che mi guardi così. E non mi interessa cosa c'è stato, secondo me o secondo te. Questa cosa non ha alcun senso e lo sai anche tu. Proprio oggi, poi.
Senti, ora devo proprio andare. Lo sai benissimo che ho un altro matrimonio fra meno di un'ora.
No, non possono aspettare. Lo capisci perfettamente anche tu.
Ciao e sii felice".

Pronunciate queste parole, Don Carlo si alzò e si avviò verso la macchina. Gli altri sposi sarebbero arrivati fra poco nella chiesa di cui era il parroco da meno di un anno.

martedì 2 settembre 2014

Jason Molina

Mi manca Jason Molina.
Un po' mi sento in colpa nei suoi confronti. Per me è stato a lungo uno di quei musicisti da rispolverare una volta ogni tanto, al massimo vergognandomi un po' perchè, sì, è veramente bravo, dovrei risentirlo più spesso.
Vaffanculo, direbbe lui. Se tutti voi mi aveste dato appena un po' più di fiducia, forse non sarei morto alcolizzato a meno di 40 anni. Non mi interessava essere un altro Nick Drake.
Bene.
Voglio essere altrettanto schietto con te, Jason.
Non sapevo che tu avessi questo tipo di problemi (anche se, ascoltando i tuoi dischi, non era poi così difficile capirlo). Che poi non li ho nemmeno ascoltati tutti, i tuoi dischi. Non ho neanche mai avuto occasioni di vederti dal vivo; e sì che di concerti ne ho visti tanti, anche di artisti a cui ero molto meno interessato.
Penso che tu abbia fatto un lavoro eccellente su Ghost tropic... ma adesso voglio parlarti di The Lioness.
Non è il tuo disco migliore, lo sai anche tu. In passato, nel rigoroso silenzio della cameretta, ti ho già espresso le mie riserve su come ti si spezza la voce in Black crow, sull'organo di Being in love...ma non credo tu mi abbia mai sentito. Forse ti saresti depresso ancora di più.
L'unica cosa che forse avrei dovuto chiederti è questa:
quando hai composto Tigress, ti rendevi conto di quale canzone enorme avevi scritto?
A questo punto fa poca differenza. Ma ti chiedo scusa ugualmente se io me ne sono accorto così tardi.
Ciao.


SONGS: OHIA - TIGRESS

lunedì 25 agosto 2014

on the beach

Come ogni domenica, lui e lei arrivarono con le borse da spiaggia e gli asciugamani. Aprirono l'ombrellone e si stesero sui lettini.
Non parlavano molto, di solito mentre lei si spalmava la crema lui giocava col cellulare, magari ogni tanto commentavano alcune delle notizie che occhieggiavano dalle riviste balneari.
Il più delle volte andavano via insieme, ma quel giorno fu diverso.
Forse era una delle giornate in cui erano costretti a separarsi, forse una delle poche parole che si scambiarono non avrebbe dovuto essere pronunciata, o forse ne richiedeva altre che rimasero sospese nell'aria, pur essendone molto più pesanti.
Ad ogni modo, lui prese il suo asciugamano e la sua borsa e lasciò il lido.
Lei rimase lì, mezza stesa e mezza seduta, sfidando chiunque a indovinare i suoi pensieri.
Poco dopo, il sole si nascose dietro una nuvola.
Lei si alzò, si infilò il copricostume e senza fretta si incamminò verso la strada, forse (ma nessuno avrebbe saputo dirlo con certezza) cercando accuratamente di non camminare dove aveva già camminato lui.
- Ora posso dedicarmi agli altri - pensò il sole rispuntando esattamente dov'era prima.